RICERCA DI MERCATO E ANALISI DEI SERVIZI PER IL LAVORO
RIVOLTI ALLE IMPRESE ESISTENTI NELLA PROVINCIA DI TORINO

Nel corso del 2003 R&P, in Associazione Temporanea d'Impresa con METIS - Ricerche di Torino, ha realizzato un'indagine sulle modalità con cui le imprese reclutano il personale e sull'offerta di servizi nell'ambito della provincia di Torino.

L'indagine, commissionata dal Servizio Lavoro della Provincia di Torino, è strutturata in due parti, una relativa alla domanda di servizi per il lavoro delle imprese della provincia di Torino, l’altra relativa all’offerta di tali servizi da parte di soggetti pubblici e privati operanti sul territorio.

 

La domanda di servizi per il lavoro

L'indagine diretta è stata condotta sottoponendo un questionario a un campione di imprese private della provincia di Torino. La popolazione di riferimento è costituita dalle 37.927 Unità Locali con più di 2 addetti localizzate nel territorio della provincia di Torino censite dall'ISTAT (la letteratura corrente infatti mostra che raramente queste ultime ricorrono a servizi esterni per il reclutamento di personale, basandosi soprattutto su canali informali).

Il campione è un campione stratificato non proporzionale di 560 imprese. I criteri di stratificazione sono il settore economico (le 26 sottosezioni della classificazione ATECO91 sono state raggruppate in 7 gruppi di attività) e la classe di addetti (3-10, 11-50, 51-250, >250) .

Nel periodo compreso tra il 2001 e il 2002 il 57,41% delle imprese intervistate ha inserito nuovi addetti. Le imprese hanno risposto indicando gli inserimenti significativi.

Canali di selezione e reclutamento degli addetti inseriti tra il 2001 e il 2002

I canali di selezione e reclutamento interni all'azienda e informali sono più diffusi rispetto a quelli esterni: l’81,61% di imprese afferma di organizzare la ricerca di personale completamente all’interno, il 18,39% si avvale anche dell’ausilio di servizi esterni.

Entrando nel dettaglio dei canali di selezione utilizzati, i contatti parentali e amicali sono lo strumento a cui maggiormente si fa ricorso (57,08% delle imprese), cui segue la ricerca da archivio interno (14,71%) e le segnalazioni dei dipendenti (14,14%). L’11,29% delle imprese dichiara di utilizzare le inserzioni di annunci, il 7,76% le agenzie interinali, il 5,54% si appoggia alle scuole, università o centri di formazione; il 5,26% legge gli annunci di offerta di lavoro e il 4,77% utilizza i Centri per l’Impiego. Il 3,07% delle imprese dichiara di aver utilizzato altri canali (Società ricerca personale, Inserzioni proprio sito, Imprese outplacement, Agenzie collocamento private, Concorsi).

Viene quindi ribadito il carattere sostanzialmente informale della ricerca di lavoro, che caratterizza non solo la Provincia di Torino, ma l’Italia tutta, come è anche sottolineato dalla letteratura corrente.

Per meglio far emergere l’uso dei canali esterni di ricerca e selezione del personale focalizziamo l’attenzione su quelle imprese che fanno ricorso anche ai canali esterni e non solo interni (e che sono il 18,39% delle imprese che hanno inserito addetti tra il 2001 e il 2002). Tra di esse il canale maggiormente utilizzato sono le Agenzie interinali (53,56%) e i Centri per l’Impiego (32,93%). Seguono i canali interni, in particolare i contatti parentali e amicali (22,95%), le segnalazioni dei dipendenti (20,86%) e la ricerca da archivio interno (14,45%). L’8,52% si basa sulle inserzioni di annunci e il 5,86% sulle Società di ricerca del personale.

Tra canali esterni i Centri Per I'Impiego si collocano stabilmente al secondo posto, essendo gli altri canali esterni molto poco utilizzati.

Anche se i contatti parentali e amicali sono diffusi trasversalmente tra tutte le imprese, sono quelle più piccole che li privilegiano maggiormente. Nelle micro imprese, infatti, è più probabile che a occuparsi delle ricerca e selezione del personale sia il titolare stesso, che considera il contatto amicale come garanzia di affidabilità e quindi di minore conflittualità nel rapporto che si sta instaurando.

Al crescere della dimensione aziendale aumenta l’utilizzo del passaparola tra dipendenti, delle inserzioni e del ricorso agli archivi interni di nominativi.

Rispetto ai canali esterni di ricerca del personale, le imprese si rapportano ai Centri per l’Impiego e alle Agenzie interinali in modo simile, infatti in entrambi i casi al crescere della dimensione dell’azienda aumenta l’utilizzo di questi canali.

Considerando i settori di appartenenza i contatti parentali e amicali sono stati utilizzati soprattutto nel settore Costruzioni, Alberghi e Ristoranti e Servizi alle imprese.

Le segnalazioni dei dipendenti sono state utilizzate maggiormente dalle imprese del settore Commercio, dalle aziende che si occupano di Servizi alle imprese e da quelle del Manifatturiero.

La ricerca da archivio interno di nominativi è stata maggiormente privilegiata dalle aziende che appartengono al settore dei Servizi alle persone, seguite da quelle del settore Manifatturiero e da quelle del Metalmeccanico.

Rispetto ai canali esterni, i Centri per l’impiego sono stati utilizzati per la ricerca del personale maggiormente dalle imprese del Manifatturiero, del Metalmeccanico e del settore Commercio.

Hanno fatto ricorso alle agenzie interinali proporzionalmente più le imprese del settore Metalmeccanico, del settore Commercio e del Manifatturiero.

I contatti parentali e amicali sono usati per la ricerca e selezione di tutte le qualifiche professionali.

Le segnalazioni dei dipendenti hanno permesso alle imprese di inserire in proporzione più impiegati direttivi, dirigenti, e impiegati esecutivi.

I Centri per l’impiego sono stati chiamati in causa per la ricerca soprattutto di operai non specializzati e impiegati esecutivi. Simile il bacino di riferimento delle Agenzie interinali, che le imprese hanno utilizzato per inserire soprattutto operai non specializzati, operai specializzati e impiegati esecutivi.

 

I disabili inseriti tra il 2001 e il 2002

Le fasce deboli entrano nel mercato del lavoro in modo tendenzialmente stabile (nel 91,25% dei casi con contratto a tempo indeterminato, nell’8,75% a tempo determinato) anche se con qualifiche basse: operai o manodopera generica e impiegati esecutivi soprattutto.

Rispetto ai canali di selezione, escludendo i canali di ricerca interni, i disabili sono collocati soprattutto attraverso i Centri per l’impiego, le associazioni e le cooperative sociali.

 

Una prospettiva di genere – l’ultimo inserito

Alle imprese sono state chieste alcune informazioni relative all'ultima persona inserita. Tra gli ultimi inseriti il 42,54% sono donne, il 57,46% sono uomini.

E’ più probabile che le donne siano inserite come impiegato esecutivo, impiegato direttivo, e come addetto commerciale. Gli uomini sono maggiormente inseriti come operai, sia generici, sia specializzati.

La probabilità che ad essere inserita sia una donna è più alta per le imprese che lavorano nel Commercio, nei Servizi alle persone e nei Servizi alle imprese. Gli uomini sono maggiormente inseriti nel settore Manifatturiero, in quello Metalmeccanico e delle Costruzioni.

Rispetto ai canali di ricerca e selezione del personale (i numeri a cui ci riferiamo sono però piccoli, quindi da considerare con cautela), le donne sono state selezionate più spesso degli uomini tramite la lettura e inserzioni di annunci o tramite le scuole/centri di formazione/università.

E’ più probabile invece che gli uomini siano stati inseriti grazie alla ricerca da archivio interno e tramite i Cpi.

 

Una prospettiva generazionale – l’ultimo inserito

Tra gli ultimi addetti inseriti dalle imprese il 50,52% hanno meno di 27 anni, il 30,63% tra 27 e 35, il 18,84% oltre 35

Le scuole, i centri di formazione e le Università, sono utilizzate proporzionalmente di meno al crescere dell’età. Le segnalazioni dei dipendenti e la ricerca da archivio interno sono inversamente proporzionali all’età, cioè sono utilizzati maggiormente per le fasce più giovani, mentre l’uso dei contatti parentali e amicali cresce al crescere dell’età.

Considerando i canali esterni di ricerca e selezione del personale più usati, i Centri per l’impiego hanno permesso di inserire maggiormente chi ha più di 35 anni e chi ne ha meno di 27. Più lineare l’utilizzo delle Agenzie interinali: più cresce l’età più sono usate.

I Centri per l’Impiego

Tra le imprese intervistate il 19,65% si è rivolta a un Centro per l’Impiego o per inserire nuovi addetti, o per utilizzare altri servizi.

La probabilità di recarsi a un Centro per l’Impiego è più alta per le imprese della Provincia, che infatti hanno utilizzato i servizi dei Cpi nel 29,19% dei casi, contro il 9,68% delle imprese situate a Torino città.

La maggior parte delle imprese che si sono rivolte ai Cpi lo ha fatto per la ricerca di nuovi addetti o per svolgere adempimenti burocratici. Chi usa i Centri per l’impiego ne è generalmente soddisfatto.

La propensione a utilizzare i servizi dei Centri per l’impiego

Al crescere della dimensione dell’impresa cresce la probabilità di aver utilizzato i Centri per l’impiego. Nondimeno le imprese clienti dei Cpi sono in maggior misura quelle piccole.

Rispetto ai settori di appartenenza delle imprese, la propensione a usare i Cpi è più alta nel Manifatturiero, nel Metalmeccanico e nel settore Alberghi e Ristoranti. Seguono il settore Commercio, Costruzioni, Servizi alle persone e Servizi alle imprese.

L’offerta di servizi per il lavoro

Nella seconda parte del rapporto si analizza l’offerta di servizi privati e pubblici per il reclutamento e la selezione del personale con l’obiettivo di evidenziarne le caratteristiche e i principali fattori competitivi.

Fino alla seconda metà degli anni novanta l’unico servizio disponibile è stato quello del collocamento pubblico, che per un certo numero di anni doveva essere obbligatoriamente usato per l'assunzione di determinate categorie di lavoratori. Negli anni più recenti il servizio pubblico per l’impiego si è radicalmente rinnovato, passando dalla competenza del Ministero del Lavoro a quella delle regioni e delle province. Fermi restando i compiti di tipo amministrativo, i nuovi Centri per l’Impiego ora hanno trasformato i servizi offerti nella direzione della soddisfazione del cliente, che esso sia il lavoratore o l’impresa; inoltre alla mediazione tra domanda e offerta di lavoro si è aggiunta l’offerta di numerosi altri servizi.

In parallelo il settore dei servizi per il lavoro è stato aperto agli operatori privati con l’approvazione di una serie di norme che hanno cambiato il quadro legislativo in materia. Le modifiche più recenti sono contenute nella Legge 30/2003 (c.d. Legge Biagi), con la quale viene riordinata la struttura dei servizi privati per il lavoro tramite la creazione di un albo con cinque sezioni e con l’introduzione di nuove norme che regolano la gestione di questo tipo di servizi.

 

Nell’attuale situazione vengono offerti i seguenti servizi: le missioni di lavoro interinale, che vengono utilizzate quando un’impresa ha necessità di lavoratori per periodi brevi (con le nuove norme il lavoro interinale viene sostituito dalla somministrazione di lavoro, che riguarda sia incarichi a tempo determinato che a tempo indeterminato), la mediazione (collocamento privato), il cui scopo è favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, la ricerca e selezione, rivolta alle imprese che cercano personale di livello medio-alto e dirigenziale e l’outplacement, tramite il quale i lavoratori espulsi vengono ricollocati.

Finora i segmenti di mercato delle diverse tipologie di operatori si presentano ben definiti con limitate aree di sovrapposizione, ma con l’entrata in vigore della nuova normativa che prevede la possibilità che una stessa società eroghi una pluralità di servizi, la situazione potrebbe subire notevoli trasformazioni con processi di concentrazione di alcuni gruppi più importanti e riduzione degli operatori di minori dimensioni.

Gli operatori privati maggiormente presenti sul mercato sono le società di fornitura di lavoro temporaneo (42 società con circa 150 filiali in provincia di Torino a metà del 2003) che si presentano sul mercato con strutture molto flessibili, dinamiche e diffuse sul territorio. Alcune di esse fanno parte di importanti gruppi multinazionali presenti sia sul territorio nazionale che provinciale con un network di società collegate in grado di offrire tutta la gamma di servizi per il lavoro. Utilizzano forme di comunicazione diversificate e molto avanzate, mirate sia alla domanda che all’offerta di lavoro. Il loro mercato è caratterizzato principalmente da imprese medio-grandi che richiedono lavoratori di bassa qualifica sia nel settore industriale (filiera auto) che nei servizi commerciali. In termini di "volumi di mercato" movimentano un elevato numero di candidati nelle loro banche dati e di avviamenti (circa il 16% del totale), anche se a tempo determinato e di breve durata.

Le società private che operano nella mediazione tra domanda e offerta, il collocamento privato, finora sono in numero molto limitato (3 sul territorio provinciale) e hanno coinvolto una quota limitata dei nuovi rapporti di lavoro. Il loro mercato è generato principalmente dai gruppi, associazioni di categoria o Consorzi di imprese di cui sono emanazione e operano con specifiche categorie di lavoratori (impiegati e operai specializzati, laureati e tecnici o disabili e fasce deboli). In analogia alle società di collocamento privato operano le strutture di job placement dell’Università che si occupano dell’organizzazione dei tirocini formativi e di facilitare l’incontro domanda offerta per i neo-laureati.

Le società di ricerca e selezione del personale sono quelle che operano sul mercato da più tempo, sono circa una trentina e a fianco di grandi società con più sedi a livello nazionale, si riscontra la presenza di molte piccole società, talvolta studi professionali di consulenza, che tra le varie attività svolgono anche le funzioni di ricerca e selezione. Operano soprattutto nella ricerca e nella selezione di personale specializzato e di alta qualifica, fungendo da intermediari tra l’impresa e i diversi canali di offerta di lavoro.

L’outplacement, servizio fornito in esclusiva da cinque società specializzate in provincia di Torino e da alcuni singoli consulenti liberi professionisti, è ancora poco praticato in Italia e anche a Torino dove pure in questi anni si sono verificate diverse situazioni che potevano rendere necessarie operazioni di ricollocazione professionale di lavoratori sia a alta che a bassa qualifica.

Una particolare attenzione è stata posta sull’analisi dell'attività dei Centri per l'Impiego, in particolare per quanto riguarda i servizi relativi all'incontro domanda-offerta di lavoro e il modo in cui le diverse strutture stanno affrontando il passaggio dall'attività di semplice "servizio" a quello di "consulenza" sia nei confronti dei cittadini che delle imprese. Dal punto di vista della competitività con gli operatori privati, sia come target che come "volumi" di mercato, i CPI si misurano quasi esclusivamente con le agenzie interinali, anche se lo status di servizio pubblico sembra porre i CPI in posizione di vantaggio rispetto ai costi del servizio, alla conoscenza del tessuto produttivo locale (soprattutto nei CPI localizzati fuori Torino città) e alla rete di rapporti con altri interlocutori istituzionali, e in posizione di svantaggio rispetto al grado di soddisfazione e alla rapidità con cui vengono soddisfatte le richieste di personale delle imprese.

Fino ad ora il ruolo dei CPI e delle agenzie interinali era nettamente distinto, operando gli uni nell’ambito degli inserimenti con contratti a tempo indeterminato o determinato lunghi e le seconde unicamente con contratti a tempo determinato brevi e brevissimi. Con la nuova normativa e con la possibilità per le agenzie private di somministrare lavoro a tempo determinato e indeterminato ci potrà essere una maggiore sovrapposizione dei ruoli.

Data la diversità degli obiettivi delle diverse tipologie di agenzie, è difficile effettuare un confronto, mentre è possibile identificare specializzazioni relative e diversi livelli di qualità del servizio all’interno di una certa tipologia.

Comunque si può affermare che le criticità comuni a tutte le agenzie pubbliche e private sono l'utilizzo ancora troppo limitato dei servizi per il lavoro da parte delle imprese e il fatto che le richieste delle imprese rimangono in parte insoddisfatte, in particolare per alcuni profili professionali.

Di fronte ai cambiamenti legislativi in atto si è rilevato un notevole interesse da parte degli operatori intervistati, spesso accompagnato dal desiderio di sfruttare le nuove opportunità.

 

 

Per ulteriori informazioni sulla ricerca:

Claudia Cominotti c.cominotti@repnet.it


Notizie R&P - Ricerche e Progetti, semestrale di informazione, registrazione del tribunale di Torino, n.4685 del 3/6/94

Direttore Responsabile: Claudia Villosio


vai all'indice di R&P