STUDIO DI PREFATTIBILITÀ PER IL RIUTILIZZO TURISTICO RICETTIVO DI RESIDENZE REALI E DIMORE STORICHE DEL PIEMONTE

 

La Regione Piemonte ha incaricato un team di lavoro, fra cui R&P per la parte di economia turistica e del territorio, sotto il coordinamento dell’EPAT, di condurre uno studio interdisciplinare di prefattibilità di una rete di esercizi ricettivi e della ristorazione da insediare entro regge sabaude e dimore storiche ubicate in Piemonte. La Regione stessa aveva indicato un ampio ventaglio di siti (21) entro cui procedere ad una selezione fondata su una serie composita di criteri di ammissibilità e di livelli di priorità dettati da un sistema multicriteria: criteri tecnici, criteri ambientali, criteri territoriali, tempi procedurali, tempi esecutivi, posizionamento logistico nell’ambito di un tracciato, copertura finanziaria delle opere di consolidamento e di rifunzionalizzazione, ecc.

Per ogni sito é stato condotto un case study tecnico-architettonico ed economico ed é stata individuata la funzione ritenuta più adeguata (albergo, ristorante, soluzioni ibride), il potenziale insediativo e il dimensionamento, i costi presuntivi per interventi di recupero, di rifunzionalizzazione, di arredo. Si tratta di una gamma di funzioni prescelte entro l’ambito delle tipologie assegnate (ricettività, ristorazione) e che ovviamente non esauriscono la sfera delle offerte possibili e desiderabili rispetto alle tendenze del mercato.

Il risultato di questo screening (attraverso un processo di progressiva sostituzione di candidature) é consistito nell’individuazione di venti siti potenzialmente convertibili all’uso prescritto, secondo modalità e tempi che, al di là di casi già in avanzata realizzazione (Venaria Reale, Borgo Castello della Mandria, Castello di Rivoli), sono ancora puramente congetturali in quanto vincolati ad una serie di condizionamenti esterni, di risorse finanziarie e di valutazioni "politiche" da parte della Committenza.

Oggetto finale dello studio era il progetto di "rete" ovverossia l’impianto giuridico finanziario dell’ente preposto alla gestione della rete, con funzioni operative e di controllo, attività che dovrebbe fin dall’esordio coprire l’intera mappa virtuale dei siti qualunque sia il percorso di progressiva implementazione nel tempo, il meccanismo operativo di gestione di un processo da considerare aperto ai siti preselezionati e ad altri eventualmente addizionabili qualunque sia il lag temporale di accessione.

Il percorso selettivo è stato realizzato da un gruppo di lavoro costituito da architetti e sovrintendenti e da economisti del territorio, attraverso sopralluoghi e prime discrezionali valutazioni a seguito delle quali è stata delimitata un’area realistica degli interventi possibili e desiderabili in funzione di molte variabili, endogene ed esogene, corredati successivamente da una serie di indicazioni di prefattibilità tecnica - economica e gestionale.

I 20 siti oggetto di selezione, concordata all’interno del Gruppo di Lavoro, sono classificati secondo livelli di priorità realizzativa:

  1. Castello di Rivoli (già realizzato)
  2. Castello di Agliè
  3. Borgo Castello all’interno de La Mandria (in avanzata realizzazione)
  4. Castelvecchio di Stupinigi
  5. Castello di Racconigi
  6. Torrione del Garove nella Reggia di Venaria (in avanzata realizzazione)
  7. Castello di Revigliasco
  8. Castello di Serralunga
  9. Villa ai Laghi presso La Mandria
  10. Forte di Exilles
  11. Forte di Fenestrelle
  12. Castello di Govone
  13. Villa Moglia presso Chieri
  14. Cascina Santa Cristina
  15. Castello di Valcasotto
  16. e in tempi lunghi e più incerti:
  17. Castello di Lagnasco
  18. Castello di Roddi
  19. Cascina Parpaglia
  20. Villa Melano reincorporabile nel complesso di Rivoli
  21. Villa Caccia.

I contenuti di questo studio riportano:

Infatti l’ipotesi fondamentale di lavoro era quella della creazione di un network di strutture ricettive-ristorative entro i siti prescelti, associando in forma circuitale o di percorso tematico le risorse in gioco che il progetto attiverà, creando quel mix territoriale di monumentalità e di attrattive ricettive entro cui si collocano ed emergono punti di particolare eccellenza tali da connotare l’intero percorso.

I requisiti che il percorso dei siti deve assicurare si possono così esemplificare:

La proposta promozionale assumeva come ineludibile presupposto l’esigenza di creazione di un "brand" riconoscibile specifico che contenesse il riferimento all’ente gestore (ad es. una Fondazione) e che si applicasse all’intera rete di esercizi ricettivi insediati nelle regge reali e nelle dimore storiche regionali unificandone l’immagine rispetto alla pluralità delle gestioni. Il brand costituirebbe il contrassegno dell’eccellenza dei servizi offerti dalla rete, sia come scelta insediativa che come qualità delle prestazioni.

Ma poiché la diffusione di un marchio assolutamente nuovo richiede tempi lunghi di affermazione sui mercati, si riterrebbe necessaria una promozione congiunta o collegata naturalmente al marchio Residenze Reali del Piemonte in corso di progettazione a cura della Regione.

La valenza di questo studio risiede nella identificazione di un primo grande quadro di scelte localizzative e funzionali integrate da quantificazioni di massima dei volumi di investimenti necessari alla realizzazione progressiva della rete e ai relativi oneri di gestione, al modello giuridico ed economico finanziario di struttura (ad es. una Fondazione) cui verrebbe affidata la gestione dei siti che entreranno progressivamente in rete, le politiche di comunicazione e di promozione, il sistema delle relazioni interne ed esterne fra l’Ente preposto e il sistema gerarchizzato degli enti e degli operatori che a diverso titolo e con diversa intensità intratterranno rapporti con la rete.

Lo studio rinvia necessariamente ad una fase progettuale puntuale di fattibilità di ogni singola residenza da immettere in rete per una più esatta percezione dell’impegno in tempi, costi e modalità operative a carico dell’ente erogatore (la Regione) e del soggetto promotore (ad es. una Fondazione). Sulla base di queste prime risultanze, l’ente committente (Regione) é messa in grado di assumere decisioni circa le "proprie priorità" fondate su valutazioni eminentemente politiche o di politica del territorio che intende perseguire, l’entità delle risorse che è in grado di attivare col concorso di tutte le fonti di finanziamento adibili, le modalità di collaborazione o di cooptazione di interessi concorrenti o convergenti, di natura pubblica o privata.

Per ulteriori informazioni sulla ricerca:

Liliana Treves