PROPOSTA DI METODO PER LA COSTRUZIONE DI UN OSSERVATORIO
PER LE PROFESSIONI DI MONTAGNA

Nell’ambito del progetto per la realizzazione di un Osservatorio per le professioni e le attività di montagna, finanziato con fondi provinciali, regionali e comunitari del Programma Interreg II Italia-Francia, l’Assessorato alla Formazione e Lavoro della Provincia di Torino, nel luglio 1999 ha affidato a R&P l’incarico di individuare una proposta metodologica, verificarne la fattibilità e seguire le prime fasi di avvio.
Nel mese di novembre 2000 a conclusione della fase di verifica di fattibilità sono state redatte alcune proposte operative per l’attivazione dell’Osservatorio.

Il lavoro si è snodato lungo tre percorsi:

In conclusione è prevista la discussione della proposta con i principali  interlocutori interessati attraverso l’organizzazione di Workshop che si terranno nei primi mesi del 2001.
 

La “fotografia” della montagna torinese
Il minuzioso lavoro d’indagine svolto su fonti informative e sul campo nell’ambito delle 13 Comunità Montane torinesi ha messo in evidenza profonde differenziazioni dei modelli di sviluppo con diversi livelli di integrazione o di dipendenza rispetto alle aree di fondovalle e soprattutto all'area metropolitana torinese.
Per ogni Comunità Montana è stata predisposta una scheda di sintesi sulla struttura socio-economica  e sulle previsioni di sviluppo corredata da allegato statistico.
Successivamente sono stati individuati alcuni campi di approfondimento e sono state progettate e avviate indagini dirette: sui rapporti tra operatori economici - mercato del lavoro - formazione, sulla consistenza e forma della pluriattività,  sul modello francese per il sostegno alla pluriattività in montagna, sull'efficacia occupazionale di alcuni corsi di formazione destinati alla montagna,  sulle ricadute e sulle potenzialità derivanti dalla riforma dei cicli scolastici e dall'entrata in funzione dei nuovi Centri per l'impiego.

Fin dai primi risultati dell’indagine conoscitiva è emerso che le caratteristiche socio-economiche della montagna industriale costituiscono pressoché un unicum con quelle della pianura adiacente e della fascia peri/urbana del torinese. Pertanto l’ambito di riferimento dell’osservatorio delle professioni di montagna è stato concentrato principalmente su una quota di popolazione provinciale assai limitata (circa 50.000 persone e circa 5000 giovani in età formativa) a cui, tuttavia, l’intera collettività chiede di mantenere il presidio umano di un vasto territorio, quello montano, considerato patrimonio ambientale e ricchezza di tutti.

La fortissima dipendenza economica da parte delle aree montane in quota nei confronti dei fondovalle industrializzati, implica che un gran numero di abitanti della montagna lavori fuori dal paese di residenza in attività industriali o terziarie. Inoltre, le zone ad accesso meno facilitato sono state profondamente segnate dal fenomeno dell’emigrazione con situazioni di degrado della struttura demografica (fortissimo invecchiamento della popolazione) che nei casi più estremi può essere ormai irreversibile.

Escludendo i settori dell’industria manifatturiera di bassa valle, nelle zone montane interne emerge un quadro di  micro-sistemi economici in cui le specializzazioni produttive sono fortemente connesse al territorio, risultando pertanto difficilmente ampliabili o esportabili in altre zone.
Il sistema produttivo di montagna è caratterizzato quasi esclusivamente da microimprese, concentrate nei comparti commerciale, turistico e edilizio. Sono numerosi gli individui dediti alla pluriattività  stagionale, spostandosi di zona in base alla stagione, o plurisettoriale secondo schemi di alternanza tra turismo (alberghi e scuole di sport, guida turistica), edilizia, impiego pubblico (insegnamento), commercio.
L’agricoltura è diventata un’attività marginale anche se i consistenti sforzi di valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità nei comparti lattiero-caseario e vitivinicolo si propongono di rallentare il fenomeno di senilizzazione e di abbandono dell’attività agricola.
La montagna in cui si è sviluppato il turismo invernale può definirsi un sistema economico autonomo e fortemente specializzato che per molti anni ha costituito un polo d'attrazione per investitori e lavoratori provenienti dall’esterno. La forte dipendenza dall’andamento climatico delle stagioni invernali e la generalizzata crisi del turismo montano minano la solidità di questo modello che necessita di energie e risorse per rinnovarsi e mantenere elevati livelli di sviluppo.

Dall'esame degli investimenti per lo sviluppo locale, senza contare i grandi progetti  da realizzare con le Olimpiadi invernali 2006, emerge come nelle cinque Comunità Montane "meridionali" della provincia  si concentra una maggior vivacità progettuale con  i 2/3 degli interventi  e più dell'80% degli investimenti previsti (200,3 mld). Il settore di intervento verso cui si indirizzano le più consistenti risorse finanziarie nell'area montana torinese è quello turistico (circa 90 mld), a cui si aggiungono anche le iniziative a prevalente interesse culturale ma con ricadute sull'attività turistica (investimento superiore ai 110 mld).
L’entità degli investimenti censiti e la complessità degli interventi previsti, rendono quanto mai indispensabile mantenere un costante punto di osservazione sugli indirizzi e i fabbisogni occupazionali e di professionalità individuati nell’ambito dell’attuazione delle politiche di sviluppo locale per adeguarvi nel modo più rapido ed efficiente l’offerta di formazione e di lavoro locale.
Le indagini dirette condotte sulla domanda e sull’offerta di lavoro hanno confermato il quadro di un mercato del lavoro montano impostato su basi locali e informali con forti picchi di stagionalità, in cui il reclutamento del personale avviene quasi esclusivamente per segnalazioni o conoscenze dirette e l'apprendimento delle competenze professionali avviene "sul campo".

L’analisi del sistema scolastico secondario superiore e del sistema della formazione professionale nella montagna torinese rivela un'offerta formativa pubblica ampia e ben distribuita sul territorio, anche se in minima parte indirizzata alla montagna, cui non corrispondono precisi fabbisogni formativi espressi dal lato della domanda.
Il rapporto con la Formazione Professionale da parte degli operatori economici è risultato alquanto contraddittorio: da un lato si riscontra un generale atteggiamento di sfiducia nei confronti dell'utilità della formazione professionale e dell'aggiornamento, dall'altro si lamenta la difficoltà a reperire competenze specifiche con adeguata  professionalità.
Emerge da più parti la necessità di attivare  moduli formativi brevi, integrabili e molto mirati, con contenuti pratici, concreti, gestiti da persone competenti con esperienza  diretta sul territorio, coinvolgendo direttamente gli operatori economici.
Uno speciale approfondimento è stato dedicato ai percorsi formativi francesi rivolti alla pluriattività per figure polivalenti nelle strutture ricettive di piccole dimensioni, o per conseguire una doppia qualifica in settori diversi adattando il più possibile i percorsi formativi alle esigenze delle realtà locali.
 

Le tipologie territoriali
Facendo riferimento all’articolazione in aree omogenee proposta dall’IRES e sulla base delle indicazioni emerse dall'indagine conoscitiva sono state identificate tre tipologie territoriali omogenee basate sulle fasce altimetriche, sugli indicatori di marginalità demografica ed economica e sulle vocazioni produttive:

Dalla tabella sintetica riportata qui di seguito risulta che dei 252.000 abitanti delle comunità montane torinesi, pari al 12,2% della popolazione provinciale, il 79,7% si concentra nell'area della montagna residenziale-industriale, mentre soltanto il 15,6 è compreso nelle zone agricolo-turistiche marginali e il 4,7 nella montagna turistica-specializzata.
 
 
Popolazione
totale
% su provincia
% su montagna
 in età formativa (15-24)
% sul
totale
TOTALE PROVINCIA  2.064.124 100 251.598 12
Comunità montane 252.078 12,2 100 27.571 10,9
Montagna residenziale industriale 200.944 9,7 79,7 22.459  11,1
Montagna turistica specializzata  11.864   0,6  4,7  1.410 11,8
Montagna agricola turistica (marginale)  39.280 1,9 15,6   3.702 9,4

Considerando la sola popolazione in età formativa dai 15 ai 24 anni, nelle zone montane marginali essa rappresenta soltanto il 9,4% della popolazione totale, contro il 12% dell’intera provincia e l’11-12% delle altre aree montane.
Nell'ambito di ciascuna tipologia territoriale sono stati individuati i comparti produttivi con maggiori potenzialità di crescita in grado di creare domanda di nuova occupazione, sono state formulate le previsioni di sviluppo per alcune figure professionali e elaborate indicazioni per  la progettazione dei  percorsi formativi.
 

Il repertorio delle professioni di montagna
Frutto di successive operazioni di selezione e di confronti con diverse fonti, nel repertorio sono state catalogate circa ottanta figure professionali nei settori più significativi, tra cui prevalgono i mestieri legati al turismo, anche in relazione alle ipotesi di sviluppo prospettate nella maggior parte della aree alpine della provincia. Per 29 di essi è stata redatta una scheda contenente la descrizione della professione, i possibili sbocchi occupazionali e le opportunità formative.
 

Proposta per l’attivazione di uno “sportello delle attività di montagna”
La proposta è finalizzata a ottimizzare la diffusione e lo scambio di informazioni circa le opportunità di lavoro e di formazione professionale nei settori attinenti all'economia montana - l'agricoltura alpina, il settore ambientale, l'artigianato, l'edilizia, i servizi, il turismo, l'assistenza socio-sani-taria- escludendo le professioni che fanno riferimenti al settore manifatturiero per le quali valgono gli strumenti di monitoraggio e elaborazione già sperimentati in ambito provinciale e regionale.

Lo "Sportello delle attività di montagna" sarà, quindi, operativamente concepito come un sito Internet che dovrà essere periodicamente aggiornato e a cui saranno affiancate pubblicazioni periodiche, al fine di aumentare le possibilità di raggiungere tutti i potenziali utenti.
Lo Sportello si comporrà di sei principali sezioni tematiche:
- I Mestieri di Montagna;
- La Formazione;
- I Progetti di Sviluppo Locale;
- L'Imprenditorialità;
- La Domanda di Lavoro;
- L'Offerta di Lavoro.

Le diverse sezioni dovranno essere interrelate tra loro, variamente strutturate e collegate ad archivi esterni o siti di enti già esistenti in rete.
Sarà, quindi, compito della struttura incaricata della costruzione e del funzionamento dello Sportello provvedere all'inserimento dei testi, dei dati e delle informazioni che costituiranno le diverse sezioni, seguire le diverse fonti da cui vengono tratte le informazioni (sia attraverso contatti e momenti di confronto, sia attraverso la consultazione dei siti Internet cui sono previsti link), implementare e aggiornare lo Sportello.

Per ulteriori informazioni sulla ricerca: Claudia Cominotti e Margherita Vitelli


Notizie R&P - Ricerche e Progetti, semestrale di informazione, registrazione del tribunale di Torino, n.4685 del 3/6/94

Direttore Responsabile: Ruggero Cominotti


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