LE AGENZIE PER LA PROMOZIONE DEGLI INVESTIMENTI ESTERI

Le strategie

Da oltre un ventennio l’attrazione degli investimenti esteri costituisce una consapevole costante strategica di numerosi paesi europei, anche in alcuni stati degli USA e del Canada. A fronte di una generalizzata attitudine positiva nei confronti degli investimenti esteri, numerosi paesi attribuiscono diversi gradi di priorità all’attività di attrazione/promozione a seconda dell’impatto atteso sull’economia nazionale/regionale/locale. Un recente studio (Brown, 1998) propone un’interessante classificazione in tre diverse categorie di paesi:

  1. quelli che tradizionalmente hanno adottato politiche attive miranti alla massimizzazione dei benefici derivanti dall’investimento estero (tra cui sono annoverati i Paesi Bassi, il Regno Unito, l’Irlanda ed il Belgio);
  2. quelli che hanno temuto l’investimento estero come potenziale minaccia per il controllo dell’economia locale e non adottano pertanto alcuna consapevole misura attiva di promozione (tra cui l’Italia, la Germania e la Svizzera);
  3. quelli che, infine, hanno recentemente modificato un atteggiamento di prudenza, in uno più aperto e positivo (la Francia, i Paesi Scandinavi, la Grecia ed il Portogallo).

L’atteggiamento di passive promotion o di laissez-faire aveva contraddistinto il nostro paese: quasi totale assenza di misure e strumenti specifici di supporti rivolti all’attrazione di investimenti dall’estero che fino a tempi assai recenti si è accompagnata all’apparente mancanza di opportunità dovuta alla non trasparenza del mercato e alla complessità delle procedure amministrative e burocratiche.

In questa seconda metà dei ’90 è stato introdotto un atteggiamento positivo: (i) "l’esperimento" della legge Baratta, che fu operante soltanto per un anno e mezzo 1995-96; (ii) la tanto attesa costituzione e il promettente avvio di Sviluppo Italia; (iii) la presenza di alcune agenzie regionali (Piemonte, Brindisi e, in fase di decollo, Umbria); (iv) l’orientamento a una seconda legge di supporto alle agenzie regionali per la promozione degli investimenti diretti esteri (IDE).

A parità di fattori oggettivi di attrazione, questa svolta contribuirà alla acquisizione di una posizione migliore tra i paesi che stanno operando consapevolmente al fine di partecipare attivamente all’attrazione di investimenti esteri. In particolare il nostro paese è costituito da realtà regionali e locali molto diverse anche per quanto riguarda la capacità di attrazione di investitori esteri, che richiedono modelli di gestione ad hoc (Piscitello, 1999).

Per incarico di ITP, Investimenti a Torino e in Piemonte, R&P ha svolto una indagine sulle agenzie che operano in Europa per l’attrazione dall’estero di imprese industriali e dei servizi e per la fornitura di servizi localizzativi. Sono state valutate 28 agenzie regionali in sette paesi, adottando un prevalente approccio di benchmarking.

La "risposta" delle agenzie europee di promozione degli IDE è correlata a tre ordini di vincoli esterni: (i) il modello di sviluppo economico della regione e le tendenze di medio-lungo periodo; (ii) la dimensione del mercato nazionale e le opportunità di accesso al mercato europeo; (iii) le strategie e gli strumenti di intervento e di supporto gestiti dai governi nazionali.

In qualche misura le stesse agenzie interagiscono su questi vincoli esterni.

Le performance

E’ stato adottato un indicatore sintetico di efficienza riferito al numero dei dossier chiusi positivamente sul totale dei dossier aperti. L’efficacia delle agenzie è stata misurata sulla base di tre parametri quantitativi: (i) il numero degli insediamenti; (ii) il numero dei posti di lavoro creati e/o salvaguardati; (iii) l’ammontare degli investimenti.

  No. insediamenti No. posti di lavoro creati/salvati. Valore investimento mln/Euro
       

WMDA (97-98)

85

5,500+12,000

1214

NPCD (97)

44

3,946

n.d.

ABA (97)

62

2,400

187

NFIA (97)

84

4,600

726

CIDEM

n.d.

n.d.

489,7

WMDA-West Midland Development Agency [UK]; NPCD-Nord Pas de Calais Development [F]; ABA-Austrian Business Agency [A]; NFIA-Netherland Foreign Investment Agency; CIDEM-Centro de Informacion Y Desarrollo Empresorial [Catalogna]

 

Riconoscimenti di successo sono stati attribuiti alla britannica WMDA che nel 1997 ha ricevuto l’Investors People Award, e alla olandese NPCD che nel 1992 ha ricevuto il riconoscimento ufficiale come miglior agenzia di sviluppo europea.

La diversificazione delle risposte.

Le agenzie sono state avviate in periodi temporali diversi e non sono state calate dall’alto.

Le caratteristiche strutturali e le strategie di ciascuna delle agenzie osservate sono definite nel corso della loro evoluzione dalle loro stesse caratteristiche evolutive: (i) le caratteristiche, gli obiettivi e gli impegni dei soggetti promotori locali; (ii) la quantità, l’origine e la sistematicità delle risorse finanziarie disponibili; (iii) la qualità e la quantità delle risorse umane utilizzate all’interno delle strutture in outsourcing; (iv) l’evoluzione delle strategie adottate e i risultati ottenuti.

In Irlanda e Italia si configurano i due casi limite: forte e consapevole strategia pluridecennale dei governi irlandesi, che hanno centrato il modello di sviluppo in gran parte sull’attrazione e sulla "assimilazione" di investimenti e di capacità imprenditoriali esterne, in assenza di investimenti in uscita; quasi assenza di interventi e comunque assenza di strategie di lungo periodo in Italia, ove le regioni storiche dello sviluppo industriale (Lombardia e Piemonte) hanno comunque raggiunto un alto livello di attrattività di investitori esteri, al quale corrisponde un consistente sviluppo degli investimenti in uscita da parte delle grandi imprese e anche da parte di medie e piccole imprese locali.

Le agenzie più recenti, che operano nei nuovi sei laender della Germania unificata, sono supportate da una agile struttura di livello superiore: l’Industrial Investment Council.

Anzianità e classe di dimensione

Nel corso degli anni ‘50 sono decollate alcune agenzie regionali: quella di Colonia nel 1950, l’agenzia irlandese (avviata nel 1959), che pur agendo a livello statale, opera in una piccola area di 3,5 milioni di abitanti e quella di Shannon-Limerik nell’Irlanda occidentale, che opera in un’area di 160 mila abitanti.

Nel corso degli anni 70’ e ‘80 ha preso il via la maggior parte delle agenzie europee e nel corso degli anni ‘80 e ‘90 vi sono stati sviluppi ulteriori e processi di specializzazione nell’ambito di agenzie polivalenti.

La agenzie di più recente avviamento sono quelle dell’Alsazia e del Brandenburgo.

In Irlanda e nel Galles operano strutture di grandi dimensioni con budget annui dell’ordine di oltre 200 MECU, con due/trecento addetti.

In generale per le altre agenzie il budget medio si colloca tra 2 e 5 MECU e gli addetti variano da 15 a 30.

La presenza all’estero

Le agenzie operano con un numero variabile di rappresentanze estere, ciascuna delle quali opera a vari livelli dimensionali. Alcune agenzie hanno concentrato più di una funzione di rappresentanza all’interno di uno stesso paese.

Quattro agenzie francesi hanno costituito una o più sedi di rappresentanza in Italia. L’agenzia delle West Midlands e quella dello Stato di New York hanno un corrispondente in Lombardia.

Riferimenti Bibliografici

Brown R. 1998. Foreign Direct Investment and Regional Promotional Policies in Europe, in Dunning J.H. (a cura di), Regions, Globalisation and the Knowledge Based Economy, Rutgers University.

Piscitello L. 1999. Territorio e processi di internazionalizzazione, in Cominotti R., Mariotti S. e Mutinelli M., Italia Multinazionale 1998, Documenti CNEL, II serie, n17, 1999 Roma.


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Direttore Responsabile: Ruggero Cominotti


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