L'ARTIGIANATO IN PIEMONTE:
INTEGRAZIONE DELL'ALBO ARTIGIANI CON GLI ARCHIVI INPS

R&P ha collaborato per il secondo anno al progetto "Statistiche sull'Artigianato di fonte INPS. Integrazione tra Albo artigiani e archivi INPS", nato nell'ambito della convenzione tra Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte all'interno della guida denominata "Osservatorio sull'Artigianato". Questo progetto prevede la creazione di una banca dati regionale che integra l'Albo Artigiani con i dati del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e della gestione speciale degli Artigiani.

In particolare le fonti informative che alimentano il sistema provengono da:

- Camera di Commercio: Albo Artigiani - dicembre 1999

- INPS: lavoratori dipendenti - dall'1/1997 al 12/1999

- INPS: lavoratori autonomi - dall'1/1989 al 12/1999

L'Albo Artigiani contiene informazioni di tipo anagrafico e occupazionale. Ai fini statistici sono rilevanti gli attributi riguardanti il settore di attività economica, la localizzazione, la natura giuridica, la data di iscrizione all'Albo o quella di inizio attività, il numero di occupati indipendenti e dipendenti. Il dato sull'occupazione, oltre a presentare grossi problemi di qualità, è intrinsecamente debole: contiene poca informazione aggiornata con cadenza molto lunga.

L'Albo utilizzato si riferisce a dicembre del 1999 e include anche l'elenco dei soci dell'impresa.

I dati INPS sui lavoratori dipendenti provengono dagli archivi DM10. Contengono i dati anagrafici dell'impresa artigiana e la serie mensile dell'occupazione. L'archivio a disposizione copre gli anni dal 1997 al 1999. Ai fini statistici l'attenzione è concentrata sulle informazioni occupazionali.

I dati INPS sui lavoratori autonomi provengono dagli archivi della gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti degli artigiani. Contengono i dati anagrafici e i periodi coperti da assicurazione delle singole persone, non sono presenti informazioni a livello di impresa. L'archivio a disposizione contiene dati a partire dalla costituzione della gestione (v. legge 4 luglio 1959, n. 463), ma sono stati considerati solo gli ultimi 10 anni.

In origine i tre archivi non dialogano tra loro, contengono però le informazioni necessarie per ricostruire le connessioni tra le diverse entità, come illustrato nella figura che segue e ottenere un quadro completo dell'occupazione, regolarmente dichiarata a INPS nelle due gestioni ricordate.

 

Per le imprese la procedura di linkage sfrutta gli identificativi fiscali e i dati anagrafici mentre per le persone fisiche (gli artigiani) vengono utilizzate le informazioni relative ai soci. La procedura di unione dei tre archivi ha dato esiti molto soddisfacenti.

La prima tabella riporta il numero totale di imprese e occupati nell'Artigianato piemontese a dicembre 1999 per settore di attività economica.

A dicembre 1999 erano complessivamente attive 125.161 imprese, con una occupazione complessiva, tra lavoratori dipendenti e autonomi, di 285.452 unità. Questa risulta essere composta, per circa il 60% (170 mila unità), da lavoratori autonomi e per il restante 40% (115 mila unità) da dipendenti. L'occupazione media, nel complesso delle imprese artigiane, risulta dunque di poco superiore ai due occupati per impresa (2,3).

 

Tav. 1. Imprese e occupati artigiani in Piemonte per settore a dicembre 1999

SETTORE

Imprese

Lavoratori

Autonomi

Lavoratori Dipendenti

Occupati totali

Dim. media

Metalmeccanica

18015

27323

33499

60822

3,4

Manifatture leggere

12830

20492

17766

38258

3,0

Altre industrie Man.

8277

12504

13512

26016

3,1

Costruzioni

43150

54451

27423

81874

1,9

Riparazioni

11314

16581

7951

24532

2,2

Trasporti

11131

13871

4215

18086

1,6

Servizi alle imprese

6764

8842

5106

13948

2,1

Servizi alla persona

13680

16253

5664

21917

1,6

TOTALE

125161

170316

115136

285452

2,3

 

La quota maggiore di imprese artigiane si trova nelle costruzioni (oltre 43 mila imprese pari al 34% del totale) seguita dalla metalmeccanica (18 mila imprese pari al 14% del totale). Anche l'occupazione è distribuita in modo analogo tra i diversi settori, con circa il 50% dell'occupazione suddivisa tra costruzioni e metalmeccanica, tuttavia, la diversa dimensione media delle imprese in questi due settori, (1,9 addetti in media nelle costruzioni, 3,4 nella metalmeccanica), fa sì che solo il 26% dell'occupazione artigiana totale sia nel settore edile, e ben il 21% nella metalmeccanica.

I settori dei trasporti e dei servizi alla persona sono quelli che registrano la minor dimensione (1,6 addetti in media) e la maggior incidenza di lavoro autonomo; nelle imprese dell'industria manifatturiera, invece, prevale il lavoro dipendente.

Le informazioni presenti nell'archivio INPS sui lavoratori dipendenti e su quelli autonomi consente di delineare l'andamento dell'occupazione nel settore dell'artigianato negli ultimi tre anni (Si veda tavola 2).

 

Tav. 2. Occupati dipendenti e autonomi artigiani per provincia 1997-1999

 

Dipendenti

Autonomi

Totale

Provincia

1997

1999

1997

1999

1997

1999

AL

12253

13018

16685

17132

28938

30150

AT

6181

6336

9065

9205

15246

15541

BI

6732

6260

27486

28128

34218

34388

CN

17715

18225

13403

13646

31118

31871

NO

11162

11383

76783

79525

87945

90908

TO

47776

49944

7014

7144

54790

57088

VB

5051

5190

8390

8489

13441

13679

VC

4961

4792

6922

7147

11883

11939

Piemonte

111831

115148

165748

170416

277579

285564

 

L'occupazione artigiana è in crescita negli ultimi tre anni di circa tre punti percentuali. Entrambe le due componenti, quella autonoma e quella artigiana, hanno registrato incrementi analoghi.

La crescita nell'occupazione artigiana interessa tutte le provincie. La crescita maggiore si è avuta a Torino ed Alessandria dove cresce soprattutto la componente di lavoro dipendente. A Biella e Vercelli invece l'occupazione totale è rimasta pressoché inalterata nei tre anni presi in considerazione, tuttavia le due componenti, dipendente e autonoma, hanno avuto andamenti diversi: in entrambe le provincie l'occupazione dipendente è in calo mentre quella autonoma è in crescita.

L'archivio costruito consente di avere ulteriori informazioni sul comparto di lavoro dipendente dell'artigianato piemontese. Ad esempio è possibile costruire tavole di stock e flussi per le 35mila imprese artigiane che impiegano anche lavoratori dipendenti.

Da queste tavole è possibile rilevare come le nuove imprese (con dipendenti) nate nel corso del 1999 sono state 3736 ed hanno rappresentato oltre il 10% delle imprese esistenti, mentre le imprese cessate nello stesso periodo sono state 3386 pari a circa il 9% di quelle attive. Di conseguenza il tasso netto di creazione di imprese è stato positivo e pari all'1%.

Sempre nel corso del 1999 le imprese artigiane hanno creato complessivamente, tra avvii ed espansioni, quasi 19 mila nuovi posti di lavoro da dipendenti, di cui quasi un terzo (5729) a seguito di nuovi avvii di attività, ne hanno contemporaneamente distrutti oltre 17.5 mila, di cui circa 7 mila in conseguenza di cessazioni di attività. Il saldo netto nel corso del 1999 è stato dunque positivo e pari ad 1128 posti di lavoro in più rispetto all'anno precedente.

Il tasso di turnover dei posti di lavoro per le imprese artigiane piemontesi risulta quindi essere pari a circa il 32%.

Questi elevati tassi di natalità e mortalità di impresa e di turnover dei lavoratori non devono sorprendere in quanto questo fenomeno è strettamente correlato alla dimensione di impresa che sappiamo essere molto piccola per le imprese artigiane. Le imprese con un numero ridotto di dipendenti hanno infatti tassi di natalità e mortalità più elevati e creano e distruggono mediamente più posti di lavoro rispetto alle imprese di maggiori dimensioni, sia nell'artigianato che nell'insieme delle imprese private.

E' importante notare che le imprese più piccole sono quelle che contribuiscono positivamente al tasso netto di creazione, ad esempio per le imprese con un dipendente, che sono la maggioranza, il tasso di natalità è superiore di 2.6 punti percentuali a quello di mortalità. Le imprese con oltre 5 dipendenti, invece, hanno tassi di mortalità superiori a quelli di natalità con conseguente tasso netto di creazione negativo: le nuove imprese nate non sono sufficienti a rimpiazzare le imprese che cessano l'attività.

Da lato dell'occupazione autonoma il terzo gruppo di statistiche preparate sulla base degli ultimi dieci anni dell'archivio dei lavoratori autonomi INPS consente ad esempio di evidenziare la relazione tra l'artigianato autonomo e l'andamento economico della nostra regione. Come evidenziato dal grafico riportato l'andamento dell'occupazione autonoma artigiana risulta fortemente legata alla congiuntura economica locale.

La figura mostra come gli ingressi nel lavoro autonomo (linea "tasso di entrata") aumentino nei periodi di espansione e si riducano nei periodi di contrazione del valore aggiunto (linea "V.A. Piemonte"). In modo opposto risultano invece muoversi i tassi di uscita dal lavoro autonomo, con evidente andamento anti-ciclico: i picchi nei tassi di uscita si riscontrano negli anni di "recessione", viceversa i tassi di uscita sono minimi in corrispondenza dei massimi valori di crescita dell'economia regionale.

Ne segue che la variazione dell'occupazione autonoma artigiana (linea "Autonomi" data dal saldo tra tassi di entrata e uscita) segue molto da vicino l'andamento del valore aggiunto. E' possibile evidenziare altresì come l'effetto della recessione incida con maggiore intensità sul tasso di uscita che risulta aumentare considerevolmente nei periodi di contrazione dell'economia. Il tasso di entrata, che pure risente delle condizioni economiche sfavorevoli, subisce invece degli shock più contenuti.

 

 

Per ulteriori informazioni sulla ricerca:

Michelangelo Filippi m.filippi@repnet.it
Claudia Villosio
c.villosio@repnet.it

 


Notizie R&P - Ricerche e Progetti, semestrale di informazione, registrazione del tribunale di Torino, n.4685 del 3/6/94

Direttore Responsabile: Claudia Villosio


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